La clematide è una pianta rampicante, che in presenza di terreno e clima favorevoli può dare grandi soddisfazioni. Se volete appassionarvi e conoscere di più, documentatevi qui.
La più rustica è la Clematis montana, con fiori rosa a 4 petali, dalla fioritura abbondante, è una pianta vigorosa e va tenuta a bada, altrimenti diventa invadente. Proprio in quest'ottica ho esagerato con le potature, dato che stava espatriando nel giardino dei vicini, ho tagliato a più non posso...e la poveretta si è trasformata in Clematis vitalba, probabilmente il portainnesti spontaneo, una quasi erbaccia avviluppante tutto, che ho dovuto estirpare.
L'ho sostituita con questo ibrido a grandi fiori blù-violetto, di cui non ricordo la varietà. Lascio sempre le etichette con il nome attaccate all'arbusto, ma la bora spesso lo porta via, quando non porta via l'intera pianta! Quindi Clematide sconosciuta, ma per ora, sana e bella, è ben piantata a prova di bora!
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domenica 9 marzo 2014
sabato 1 marzo 2014
Pimpinella, la sbruffoncella.
Non so perché, ma associo sempre la Pimpinella all'aggettivo "sbruffoncella". Forse era un personaggio dei fumetti dei miei tempi..chissà.
Ora l'ho messa a dimora nell'orto, anche se è una pianta spontanea (Pimpinella saxifraga), ma poiché l'ortolano (il coniuge) odia le erbacce, e le estirpa senza pietà, ho creato un angolino di erbette di campo, che comprende anche ortica (ottima nei risotti), borragine, erba cipollina ed aromatiche varie.
Il papavero invece (Papaver Rhoeas) dipinto a destra, non compare più nei prati come un tempo, almeno qui da me. Una volta, insieme al fiordaliso (blù!), creava delle stupende macchie di colore nei campi di grano.
Quando ero bambina si giocava con poco, anche con le erbacce, e il papavero costituiva un gioco speciale: i boccioli chiusi servivano a fare una specie di testa o croce, bisognava indovinare di che colore erano i petali racchiusi dentro i tepali, a volte rosa carico, quasi rosso, a volte pallidi e quasi bianchi. Il ricettacolo dei semi invece, ancora pieno di polline scuro, serviva a fare dei timbri sulla pelle, una sorta di tatuaggio botanico ed effimero.
Ora l'ho messa a dimora nell'orto, anche se è una pianta spontanea (Pimpinella saxifraga), ma poiché l'ortolano (il coniuge) odia le erbacce, e le estirpa senza pietà, ho creato un angolino di erbette di campo, che comprende anche ortica (ottima nei risotti), borragine, erba cipollina ed aromatiche varie.
Il papavero invece (Papaver Rhoeas) dipinto a destra, non compare più nei prati come un tempo, almeno qui da me. Una volta, insieme al fiordaliso (blù!), creava delle stupende macchie di colore nei campi di grano.
Quando ero bambina si giocava con poco, anche con le erbacce, e il papavero costituiva un gioco speciale: i boccioli chiusi servivano a fare una specie di testa o croce, bisognava indovinare di che colore erano i petali racchiusi dentro i tepali, a volte rosa carico, quasi rosso, a volte pallidi e quasi bianchi. Il ricettacolo dei semi invece, ancora pieno di polline scuro, serviva a fare dei timbri sulla pelle, una sorta di tatuaggio botanico ed effimero.
sabato 22 febbraio 2014
Due comuni erbacce.
Siete mai andati in primavera a cercare cicorie selvatiche per farne frittate e minestre? Attenzione, bisogna saperle ben riconoscere, perché alcune erbe sono tossiche.
Ajuga Reptans, una piccola erbacea dai fiori blù-violetto, fa parte delle erbette di campo che formano una tenera rosetta fogliare alla base e che in primavera, insieme al più noto Tarassaco (Dente di cane o Soffione) ed altre meno note come la Crespigna (Sonchus Oleraceus) o lo Stridolo (Silene vulgaris), possono andare nel piatto a costituire ricette verdi e salutari.
Qui l'ho rappresentato nel suo habitat naturale, con un altra erbaccia, il Lotus Cornicolatus o Ginestrino. Pianticella a fiori gialli, appartiene alla famiglia dei fagioli (Papilonacee), ma non raccoglietela, è un erba con proprietà medicinali, ma non so se è edule, magari è amara e disgustosa.
Ajuga Reptans, una piccola erbacea dai fiori blù-violetto, fa parte delle erbette di campo che formano una tenera rosetta fogliare alla base e che in primavera, insieme al più noto Tarassaco (Dente di cane o Soffione) ed altre meno note come la Crespigna (Sonchus Oleraceus) o lo Stridolo (Silene vulgaris), possono andare nel piatto a costituire ricette verdi e salutari.
Qui l'ho rappresentato nel suo habitat naturale, con un altra erbaccia, il Lotus Cornicolatus o Ginestrino. Pianticella a fiori gialli, appartiene alla famiglia dei fagioli (Papilonacee), ma non raccoglietela, è un erba con proprietà medicinali, ma non so se è edule, magari è amara e disgustosa.
sabato 8 febbraio 2014
Gymnocalycium mihanovichii.
Sarà quello? Di sicuro è un Gymnocalycium, ma mihanovichii?? Chissà. Comunque è una piantina grassa di grande soddisfazione. Ogni tanto me ne compro qualcuna, d'estate le metto al sole e me ne dimentico, a parte le innaffiature, mai abbondanti. D'inverno le ritiro su un davanzale in casa, le bagno ogni 15 giorni con un po' di concime adatto. A volte mi regalano queste stupende fioriture. Questa in effetti è abbastanza eccezionale e meritava di essere riprodotta. I fiori hanno un color rosa-arancio, con effetto raso lucido, difficile da riprodurre. Una festa per gli occhi.
domenica 24 febbraio 2013
Altra orchidea.
Stesso fiore di Cymbidium già ritratto su fondo nero. Anche se i fiori sono tendenti al bianco hanno tuttavia molte sfumature di colore, porpora, giallo e verde, specialmente man mano che vanno invecchiando, per cui risaltano anche sul fondo bianco, e per contrastare meglio ci ho aggiunto anche un po' di fogliame.
Nel frattempo l'unico ramo fiorito del mio modello vivente, è appassito, ma per fortuna ci sono altri boccioli in formazione.
Nel frattempo l'unico ramo fiorito del mio modello vivente, è appassito, ma per fortuna ci sono altri boccioli in formazione.
sabato 16 febbraio 2013
Phalaenopsis.
Queste meravigliose orchidee devono il nome Phalaenopsis alla loro somiglianza alle farfalle. Sono fra le più note e coltivate in casa. A me muoiono regolarmente. E puntualmente mio marito me le regale, perchè sa che mi piacciono molto, e amo soprattutto il fatto di avere qualcosa di fiorito in casa durante l'inverno. Un'anno eccezionalmente ne ho salvata una, e ha fatto pure un fiorellino striminzito. Di solito muoiono per troppa acqua, attenzione, meglio spruzzare foglie e radici con acqua deionizzata, ed evitare assolutamente il ristagno nel vaso.
martedì 5 febbraio 2013
Cymbidium.
Dopo un po' di esercizio di scopiazzatura sui manuali di disegno botanico, mi sono cimentata in questa copia dal vero, le mie piante di Cymbidium stanno cominciando a fiorire, e ho sacrificato questo ramo per copiarmelo da vicino.
Sono le orchidee più facili da coltivare, ma è complicata la loro gestione. D'estate devono stare fuori, all'ombra in una zona umida. D'inverno vanno riparate, l'ambiente deve essere tiepido, non caldissimo, se no i fiori si seccano, vogliono molta luce, poca acqua e concime adatto.
Tanta fatica e poi fioriscono solo una volta, appunto tra febbraio e i primi di marzo. Ma la ricompensa sono questi fiori meravigliosi, dalle forme perfette e molto duraturi, anche se recisi, che ripagano un anno di attesa!
Sono le orchidee più facili da coltivare, ma è complicata la loro gestione. D'estate devono stare fuori, all'ombra in una zona umida. D'inverno vanno riparate, l'ambiente deve essere tiepido, non caldissimo, se no i fiori si seccano, vogliono molta luce, poca acqua e concime adatto.
Tanta fatica e poi fioriscono solo una volta, appunto tra febbraio e i primi di marzo. Ma la ricompensa sono questi fiori meravigliosi, dalle forme perfette e molto duraturi, anche se recisi, che ripagano un anno di attesa!
sabato 2 febbraio 2013
Iris 1 e 2.
Mi ero già cimentata con iris bianchi, ed è facile disegnare i fiori bianchi su carta colorata. Quando sarò più brava proverò bianco su bianco. In questa versione ho usato carta color seppia, ed ho voluto privilegiare i particolari.
Nella precedente versione su carta lilla, avevo privilegiato il fogliame e l'effetto generale. Anche la tecnica era un po' diversa: i ritocchi e i puntini sono stati fatti con inchiostri di china colorati.
mercoledì 23 gennaio 2013
Bergenia, fiore della memoria.
Il suo nome è Bergenia o Fiore di San Giuseppe, così detto in virtú del periodo di fioritura in marzo, anche se a seconda del clima fiorisce anche da fine dicembre a febbraio.
Per me invece è un fiore dei ricordi.
La pianta è rustica, prospera e fiorisce anche in condizioni estreme, e mi è molto cara perché legata a particolari circostanze.
Ne rubai un piccolo getto una quarantina di anni fa', durante una passeggiata in bici, nei pressi di una chiesetta sperduta nelle campagne vercellesi, mi pare la pieve di San Genuario. Lo so, non si deve fare, ma ormai il reato sarà caduto in prescrizione.
Lo trapiantai in un vasetto che tenevo sul balcone. Sopravvisse ad un inverno rigidissimo dimenticata nel vaso senza acqua né cure, e in primavera ebbe il coraggio di fiorire. Come avrei potuto abbandonare una pianta così? Infatti me la sono portata dietro nei miei vari traslochi, dal vaso ad un giardino, poi in un altro giardino dove si è moltiplicata e ingrandita. Infine nella casa attuale, dove per un po' ha cercato di fiorire a fine febbraio, e poi ha smesso definitivamente, evidentemente è troppo stanca o non le piace il posto, ma ostinatamente non vuole morire. Una specie di "memoria" vivente delle mie peregrinazioni, con alti e bassi, dovrò cercare di resuscitarla ad ogni costo!
Per me invece è un fiore dei ricordi.
La pianta è rustica, prospera e fiorisce anche in condizioni estreme, e mi è molto cara perché legata a particolari circostanze.
Ne rubai un piccolo getto una quarantina di anni fa', durante una passeggiata in bici, nei pressi di una chiesetta sperduta nelle campagne vercellesi, mi pare la pieve di San Genuario. Lo so, non si deve fare, ma ormai il reato sarà caduto in prescrizione.
Lo trapiantai in un vasetto che tenevo sul balcone. Sopravvisse ad un inverno rigidissimo dimenticata nel vaso senza acqua né cure, e in primavera ebbe il coraggio di fiorire. Come avrei potuto abbandonare una pianta così? Infatti me la sono portata dietro nei miei vari traslochi, dal vaso ad un giardino, poi in un altro giardino dove si è moltiplicata e ingrandita. Infine nella casa attuale, dove per un po' ha cercato di fiorire a fine febbraio, e poi ha smesso definitivamente, evidentemente è troppo stanca o non le piace il posto, ma ostinatamente non vuole morire. Una specie di "memoria" vivente delle mie peregrinazioni, con alti e bassi, dovrò cercare di resuscitarla ad ogni costo!
lunedì 14 gennaio 2013
Anemoni
Quest'anno è già la seconda nevicata abbondante della stagione. Abito ad un altitudine di 400 m e di notte gela, così rischio di rimanere tappata in casa per qualche giorno. Per fortuna ho tanti bei soggetti da copiare. Come questi bellissimi anemoni blù.
giovedì 10 gennaio 2013
Gerbere
Finalmente ho ripreso in mano i pennelli per dedicarmi ai fiori. Grazie all'ispirazione sui bei libri che mi hanno regalato ho fatto queste gerbere. Un fiore stupendo che per tre volte ho piantato in giardino, ma il clima di questa latitudine non fa per loro, immancabilmente d'inverno muoiono.
Però in estate danno grandissime soddisfazioni, non richiedono cure particolari, fioriscono abbondantemente con colori vivacissimi. Come fiore reciso poi hanno bellissimo effetto e lunga durata.
Mi devo rassegnare ad usarle come pianta annuale anche se di loro natura sarebbero perenni, oppure ripararle in serra (troppa fatica!).
Però in estate danno grandissime soddisfazioni, non richiedono cure particolari, fioriscono abbondantemente con colori vivacissimi. Come fiore reciso poi hanno bellissimo effetto e lunga durata.
Mi devo rassegnare ad usarle come pianta annuale anche se di loro natura sarebbero perenni, oppure ripararle in serra (troppa fatica!).
sabato 29 settembre 2012
Buoni propositi.
Per il mio compleanno ho ricevuto in regalo dei bellissimi libri didattici per disegnare fiori e piante, con tecniche diverse. Wow, ho molto da imparare. E dopo un'estate di pigrizia, ho intenzione di mettermi al lavoro. Intanto comincio con il leggere e guardare!
lunedì 19 marzo 2012
Seminiamole adesso.
Medaglie del papa (Lunaria annua) e lanterne cinesi (Phisalys Alchechengi) non possono mancare nel mio giardino. In estate daranno solo fogliame insulso, specialmente l'alchechengi che fa piccoli fiorellini bianchi, ed è pure invadente. Un po' meglio la lunaria, con fiori violetti vagamente simili alle violaciocche. Ma insomma nessuna delle due particolarmente bella o adatta a fare belle aiuole e bordure. Io ho trovato un angoletto nascosto del giardino dove allocarle, perché in autunno quando fruttificano, mi regaleranno questi bellissimi rami da seccare e da usare per rallegrare la casa con composizioni invernali.
Inoltre l'alchechengi nasconde nel cuore della lanternina una bacca color arancio vivace e commestibile. Attenzione però a non mangiare le brattee che sono amarissime.
Ho fatto il ritratto di queste piante su carta giapponese, molto fine e bellissima, ma assolutamente non valida da scansionare. Sarà forse il mio scanner un po' troppo vecchio, oppure è colpa del calore, ma non riesco a ottenere una buona copia. Quel bordo scuro, e quelle piegacce non ci sono nell'originale...chiedo venia per la cattiva qualità della riproduzione.
Inoltre l'alchechengi nasconde nel cuore della lanternina una bacca color arancio vivace e commestibile. Attenzione però a non mangiare le brattee che sono amarissime.
Ho fatto il ritratto di queste piante su carta giapponese, molto fine e bellissima, ma assolutamente non valida da scansionare. Sarà forse il mio scanner un po' troppo vecchio, oppure è colpa del calore, ma non riesco a ottenere una buona copia. Quel bordo scuro, e quelle piegacce non ci sono nell'originale...chiedo venia per la cattiva qualità della riproduzione.
sabato 3 marzo 2012
Son narciso, e me ne vanto.
Stanno per sbocciare!! Quanto mai graditi e attesi, sono fra i primi fiori che sbocciano nel mio giardino (clima nordico), se si esclude l'erica e qualche timido bucaneve o primula selvatica.
Narcissus poetarum, è quello più wild, che cresce spontaneo, cosa c'è di più poetico? Ne esistono davvero moltissime varietà. Qualche anno fa' ho visitato un "Hortum Bulborum" in Olanda, un orto botanico di solo bulbose, crochi, narcisi, giacinti e tulipani. Era aprile, quindi troppo presto per vedere i tulipani fioriti. In compenso ho ammirato tantissime specie di narcisi, a fiori raggruppati o singoli, più grandi o più piccoli, con forme e colori diversi dei tepali esterni e della corolla interna.
Un esempio nelle foto.
La bellezza mitologica del Narciso ha dato luogo al significato un po' spregiativo del nome: persona vanesia e piena di sé.
Tuttavia un po' di ragione a pavoneggiarsi ce l'hanno no?
Se poi ce n'è un intero campo si rimane davvero inebriati!
Narcissus poetarum, è quello più wild, che cresce spontaneo, cosa c'è di più poetico? Ne esistono davvero moltissime varietà. Qualche anno fa' ho visitato un "Hortum Bulborum" in Olanda, un orto botanico di solo bulbose, crochi, narcisi, giacinti e tulipani. Era aprile, quindi troppo presto per vedere i tulipani fioriti. In compenso ho ammirato tantissime specie di narcisi, a fiori raggruppati o singoli, più grandi o più piccoli, con forme e colori diversi dei tepali esterni e della corolla interna.
Un esempio nelle foto.
La bellezza mitologica del Narciso ha dato luogo al significato un po' spregiativo del nome: persona vanesia e piena di sé.
Tuttavia un po' di ragione a pavoneggiarsi ce l'hanno no?
Se poi ce n'è un intero campo si rimane davvero inebriati!
venerdì 27 gennaio 2012
Ornella? Ofelia? Onelia? NO! Ortensia.
Ovvero Hydrangea Macrophylla per dirlo in modo scientifico. Sapevate che di ortensie esistono moltissime varietà come per le rose? E non parlo del colore, ma della forma e poi per ogni varietà esistono diversi colori, dal bianco, alle varie sfumature di rosa e violetto fino ad arrivare al celeste e blù, come quella del ritratto.
Sono fiori molto ornamentali, robusti e rustici, vengono bene in quasi ogni terreno e ambiente. Certo se uno vuole una fiorituta abbondante e un colore bello vivace deve avere certe accortezze.
Non è vero come qualcuno (io compresa) pensa che sia il ferro aggiunto al terreno a conferire la tonalità azzurra. Il ferro sotto forma di solfato, serve per rinverdire e irrobustire le foglie. Invece è l'alluminio somministrato in ambiente acido a colorare in toni blù i fiori. Nei terreni normalmente acidi, come sul lago maggiore le varietà giuste fioriscono con nuvole di fiori azzurri. Qui sul carso, terra che più calcarea non si può, il terreno va sempre aggiustato di acidità, con aggiunta di torba o prodotti adatti.
Poi però ecco la ricompensa!
Sono fiori molto ornamentali, robusti e rustici, vengono bene in quasi ogni terreno e ambiente. Certo se uno vuole una fiorituta abbondante e un colore bello vivace deve avere certe accortezze.
Non è vero come qualcuno (io compresa) pensa che sia il ferro aggiunto al terreno a conferire la tonalità azzurra. Il ferro sotto forma di solfato, serve per rinverdire e irrobustire le foglie. Invece è l'alluminio somministrato in ambiente acido a colorare in toni blù i fiori. Nei terreni normalmente acidi, come sul lago maggiore le varietà giuste fioriscono con nuvole di fiori azzurri. Qui sul carso, terra che più calcarea non si può, il terreno va sempre aggiustato di acidità, con aggiunta di torba o prodotti adatti.
Poi però ecco la ricompensa!
giovedì 12 gennaio 2012
Passion roses (2).
Ho finito la tempera di queste rose "Queen Elizabeth", una rosa comune in parecchi giardini, decorativa, robusta e soddisfacente. Se curata produce molti fiori adatti anche ad essere recisi. Unico neo, non è profumata. Se siete appassionati di giardinaggio e rose, come me, potrete saperne di più leggendo QUI.
Mi piace molto disegnare le foglie delle rose, prendono forme molto aggraziate e sono un esempio di foglia lanceolata tipica.
La cosa difficile è rendere bene i colori, che in natura sono inimitabili.
Mi piace molto disegnare le foglie delle rose, prendono forme molto aggraziate e sono un esempio di foglia lanceolata tipica.
La cosa difficile è rendere bene i colori, che in natura sono inimitabili.
domenica 23 ottobre 2011
Una copia di magnolia.
So di avere già pubblicato un disegno di magnolia, ma questo è antecedente e, a mio avviso, migliore di quello di questo post di qualche mese fa.
Amo tantissimo dipingere fiori bianchi, soprattutto su carta colorata, in questo caso seppia. Ho utilizzato tempere e china di colori diversi per fare la "puntinatura".
Questa tecnica dei "puntini" ha appassionato tantissimo me e mia figlia. Durante i suoi anni di liceo, passavamo la domenica pomeriggio a disegnare: lei per i "compiti" di educazione artistica, io per diletto. Proprio nei suoi libri di liceo ho conosciuto Georges Seurat, rappresentante del neo-impressionismo e inventore di questa nuova tecnica di pittura. Egli realizzava i suoi quadri accostando piccoli puntini di colori primari. Ne derivava una specie di mosaico che trasmetteva un’indubbia suggestione. Dalla sua tecnica derivò il nome dato a questo stile, definito «puntinismo» o «pontillisme», alla francese.
domenica 18 settembre 2011
Tre note composite.
Alla grande famiglia delle "Composite" appartiene il volgare soffione o dente di cane, il cui vero nome è Taraxacum officinale,che rappresenta una vera disperazione per il prato all'inglese. Ben lo sa mio marito che sta intraprendendo una lotta senza quartiere a queste infestanti che trasformano il verde tappeto erboso in una landa di erbacce secche e striscianti.
Se capita di passeggiare nei campi in estate, dove non sia stato ancora sparso diserbante, si possono trovare oltre ai fiordalisi e ai papaveri anche quelle margherite grandi con cui fare bellissimi mazzi; si tratta di Leucanthemum vulgare, come quello qui disegnato.
giovedì 15 settembre 2011
Plumeria rubra.
Una tavola botanica fra le prime da me eseguite, con tecnica ancora da raffinare, ma a cui sono affezionata perché rappresenta una pianta piuttosto insolita, originaria delle zone caraibiche, perciò poco adatta ai nostri climi nordici. Trattasi di Plumeria o Frangipani, un esemplare vegetale davvero stupendo, con fiori incantevoli, anche profumati.
Quella ritratta è la varietà rubra, così chiamata per il colore dei fiori.
L'ho vista dal vivo solo una volta, nel giardino botanico di Malaga, nel lontano 1979, dove le piante tropicali vivono e vegetano alla grande. In quella occasione ero rimasta colpita dalle Euphorbia pulcherrima (o Poinsettia, o stella di natale) alte 3-4 metri, veri e propri alberi, mentre siamo abituati a vederne esemplari nani dai fiorai. E poi Hibiscum, Bouganvillee gigantesche, e molti altri fiori di cui non conoscevo il nome.
Ricordi che posso far rivivere solo su carta.
sabato 9 luglio 2011
Candido Iris
Ultimo disegno di fiori primaverili. Ormai l'estate è in pieno svolgimento: caldo e afa sono nemici delle stupende fioriture che ci sono state in giardino in primavera. Devo accontentarmi di bordure di begonie e tageti. Le rose, queste mie preferite, "gioia e dolori", che in maggio erano preda di afidi e soprattutto di cetonie, ora sono quasi sfiorite e i nuovi rari boccioli si aprono troppo presto e durano poco.Anche l'iris bianco, stupendo perché ha fiori enormi, ormai è solo un cespuglio insulso di foglie verdi.
Per colorare di nuovo vivacemente il giardino aspettiamo l'autunno!
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